Brodino lungo and noodles? No, amore lungo lungo.

Blade Runner è un gran film, una magistrale ricostruzione di un futuro prossimo venturo senza speranze, caotico e decadente (Los Angeles 2019).
E qual’è una delle scene cruciali del film? Ovviamente quando il nostro cacciatore di replicanti, Rick Deckard (nome che rimanda a René Descartes) mangia solitario spaghetti in brodo in un chiosco.
C’è chi, infatti, ha tradotto dal giapponese il dialogo che Deckart scambia con il lampredottaro asiatico.

Asiatico: “Nan ni shimasho ka”. [What'll it be?]
Deckard: “Give me four”.
Asiatico: “Futatsu de jubun desu yo”. [Two is enough!]
Deckard: “No. Four. Two, two, four”.
Asiatico: “Futatsu de jubun desu yo”. [Two is enough!]
Deckard: “… and noodles”.

Un brodo consolante, come consolante è anche il finale aperto verso il quale fuggono Deckard e Rachael. In contrapposizione con il brodo primordiale (origine geologica della terra; liquido amniotico) dal quale proveniamo, molti critici hanno interpretato il fritto come meta ideale del futuro dei due protagonisti. Un futuro nel quale il fritto sarà la cifra simbolica del loro amore. Un amore lungo lungo.

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